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Erminio (Focolari): Amare Gesù nell’altro, nella più grande semplicità
event Pubblicato mercoledì, marzo 25, 2026


Quasi duecento persone che si riconoscono nell’esperienza di differenti Movimenti ecclesiali presenti nella Diocesi di Brescia - Focolari, Rinnovamento nello Spirito, Comunione e Liberazione, Acli, Movimento Ecclesiale Carmelitano, Azione Cattolica - hanno vissuto domenica 22 marzo una giornata all’insegna della conoscenza, della condivisione e dell’ascolto reciproco. 
Dopo un intenso momento di preghiera comune, la giornata è stata caratterizzata da numerose testimonianze, contributi importanti che pubblichiamo in questo spazio speciale dedicato all’iniziativa.  

Centro Mariapoli “Luce” | Frontignano di Barbariga (Bs), 22 marzo 2026

Amare Gesù nell’altro, nella più grande semplicità


Mi sono avvicinato al Movimento dei Focolari tramite alcuni amici che in un momento particolare della mia adolescenza turbolenta, mi sono stati vicino con quel qualcosa di speciale che solo più tardi sono riuscito a capire: mi volevano semplicemente bene senza aspettarsi nulla da me. Era il loro vero stile di vita: amare Gesù nell’altro, nella più grande semplicità.
La passione per la musica ci ha sempre più uniti: la cosa più importante non era primeggiare o dare sfoggio di chissà quali virtuosismi, ma stare insieme in quell’amore scambievole concreto che anche nelle espressioni musicali si poteva vivere, facendo in modo di non prevaricare con volumi troppo elevati del proprio strumento per permettere all’altro di farsi sentire, di esprimersi.
Gesù nei carcerati? 
Sempre grazie alla musica e al desiderio di suonare e organizzare piccoli o grandi spettacoli, abbiamo poi provato a fare qualcosa per i carcerati. Gesù aveva detto che lui era lì, in quel delinquente sofferente, abbandonato per effetto dei suoi reati, nella sua incapacità di tornare ad inserirsi nella società.

Ma come si fa a credere, ad accettare che un uomo che ha rapinato, stuprato, rubato, picchiato, ucciso, sia immagine di Gesù? È bastato iniziare un dialogo, semplice, esente da giudizi, provando a guardare a lui come Gesù l’avrebbe guardato, o meglio, cercando Gesù nell’uomo che avevamo davanti. Senza porci come dei bravi ragazzi, ma persone come loro, perché potessero credere che Gesù fosse raggiungibile anche da loro come lo è stato e com’era per ognuno di noi. Chiara ci aveva spiegato che era importante “farsi uno”, incontrando Dio proprio lì dov’è faticoso, dov’è assurdo pensare e credere possa esserci. E l’invito di Gesù è di “riconoscerlo” in quegli ultimi.


In Parrocchia portando la propria esperienza
Quando ho conosciuto e iniziato a frequentare Rossella, molto impegnata nelle realtà della sua parrocchia, entrambi abbiamo fatto fatica a condividere da subito le nostre realtà di fede, ma anche qui, Chiara, ci ha aiutato con le sue riflessioni sul Vangelo vissuto, dandoci il giusto senso per vivere una simile realtà:

Ama la comunità dell’altro, come ami la tua. Siamo tutti fiori di quell’unico giardino che è la Chiesa, nella diversità dei Carismi, ma capaci di stare insieme in ragione dell’amore reciproco vissuto.

Abbiamo così imparato a saper perdere, tanto le idee quanto le cose da fare, non secondo il principio “oggi cedo io, domani cedi tu”, ma lasciando che fosse Gesù fra noi a guidare le nostre esistenze. Ed è così che quando il parroco della comunità parrocchiale di Rossella si è ritrovato senza animatori alla vigilia della partenza di un campo estivo con 50 ragazzi, anch’io, pur dovendo rinunciare ad una Mariapoli, momento importante dell’esperienza nel Movimento dei Focolari, ho dato la mia disponibilità.
Per e con i fratelli migranti
In questi ultimi anni, con Rossella, abbiamo accettato di far parte di alcune attività promosse dalla Diocesi di Mantova; una di esse è dedicata alla mondialità e alla pace. Motivati dalla passione per la musica, che è un formidabile aggregatore, abbiamo avuto l’idea di una liturgia multietnica da organizzare insieme ai migranti che vivono nel nostro quartiere. E così, i primi anni, abbiamo dedicato una domenica a questo momento, facendo esperienza di unità e di vera fraternità. Anche le prove erano occasione di comunione, di festa, di conoscenza, di crescita in quell’essere e fare famiglia, dove ognuno si faceva carico delle necessità dell’altro.
Non è mai mancata la presenza, l’affetto e l’incoraggiamento del nostro Vescovo, mons. Marco Busca; proprio da lui è venuta l’idea di estendere l’iniziativa all’intera Diocesi, con la proposta che in ogni Unità Pastorale la liturgia domenicale potesse diventare una liturgia celebrata non “per” ma “insieme” ai fratelli migranti, segno di quell’unità che ci è data dall’essere figli dello stesso Padre.
Con Danilo, aspettando l’unzione degli infermi
Anche se nel tempo sono cambiate tante situazioni, i rapporti di unità costruiti con gli amici con cui avevo iniziato a vivere l’esperienza nel Movimento dei Focolari non sono mai venuti meno, non hanno mai smesso di restare in quella profondità in cui sono nati e cresciuti. Danilo è uno di quegli amici della prima ora. Colpito diversi mesi fa da una malattia che per primo - essendo medico - si è diagnosticato, ci ha invitato a casa sua (foto qui sotto) per aspettare insieme l’arrivo del sacerdote che gli avrebbe somministrato l’unzione degli infermi.
Un momento che Danilo ha voluto fosse di festa, cantando insieme le canzoni che più gli piacevano. Ha voluto salutarci così, condividendo la certezza di quel Dio Amore che Chiara ci ha fatto conoscere fin da ragazzi e che ognuno può sperimentare e vivere ogni momento. Un bellissimo e profondissimo momento in un clima di sacralità che sicuramente nessuno di noi presenti potrà dimenticare.
Ermino Masè - Movimento dei Focolari





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