“Quasi senza accorgercene siamo alla quarta edizione!”. Una constatazione di sorpresa consapevolezza quella che Franca Capponi, direttore artistico del Festival delle relazioni, condivide alla vigilia del primo appuntamento che martedì 1 febbraio aprirà la serie degli incontri.
Anche quest’anno il titolo del Festival suggerisce una decisa riflessione sull’attualità.
Sì, abbiamo bisogno di “Ri-generare le relazioni prendendosi cura gli uni degli altri”. La scorsa edizione il filo conduttore ci ha portato a riflettere "oltre la paura", quest’anno vorremmo proporre un percorso “oltre le solitudini”.
Una forzatura dettata da ciò che viviamo o uno sviluppo naturale dell’idea originaria del Festival?
Il Festival delle Relazioni è nato dalla passione per l’uomo e dal desiderio di provare ad affrontare fragilità e dei dolori con i quali conviviamo quotidianamente. È evidente che la pandemia ha amplificato il tutto, con strascichi negativi soprattutto a livello psicologico personale e interpersonale. Le esperienze e la vita di questi ormai due anni, hanno inciso profondamente nei cuori e negli animi di tutti e i lunghi periodi di lockdown ci hanno chiusi ulteriormente nelle nostre “stanze”, abbandonandoci un poco a noi stessi e disperdendo quei valori “relazionali” fondamentali per una vita sociale viva e attiva. Una situazione che ha condizionato in modo trasversale tutte le generazioni, dai più piccoli ai più grandi.
È per questo che avete scelto di iniziare parlando di nonni e nipoti?
Sarà uno sguardo speciale su due generazioni che da sempre vivono “l’una per l’altra”. Il titolo della serata non lascia dubbi: Nonni e nipoti; li pensiamo così, che si cercano, si raccontano e… si viziano! Protagonista dell’incontro sarà Ezio Aceti, psicologo e psicoterapeuta, esperto in dinamiche dell’età evolutiva e famigliare.
Anche quest’anno il Festival non può svolgersi in presenza: tutti gli incontri saranno on line, è esatto?
Purtroppo è così. È una limitazione ma anche un’opportunità: attraverso il web possiamo allargare i confini della nostra Valseriana, dove il Festival è nato e continua a vivere in un rapporto che sempre cerchiamo di alimentare con le realtà sociali, educative, religiose, politiche e culturali del territorio. La piattaforma di trasmissione che FLest ci ha messo a disposizione consente inoltre a tutti coloro che seguiranno gli incontri di inviare considerazioni e domande in tempo reale, costruendo con il relatore un dialogo costruttivo e aperto.
In che modo ci si potrà collegare?
Sì, abbiamo bisogno di “Ri-generare le relazioni prendendosi cura gli uni degli altri”. La scorsa edizione il filo conduttore ci ha portato a riflettere "oltre la paura", quest’anno vorremmo proporre un percorso “oltre le solitudini”.
Una forzatura dettata da ciò che viviamo o uno sviluppo naturale dell’idea originaria del Festival?
Il Festival delle Relazioni è nato dalla passione per l’uomo e dal desiderio di provare ad affrontare fragilità e dei dolori con i quali conviviamo quotidianamente. È evidente che la pandemia ha amplificato il tutto, con strascichi negativi soprattutto a livello psicologico personale e interpersonale. Le esperienze e la vita di questi ormai due anni, hanno inciso profondamente nei cuori e negli animi di tutti e i lunghi periodi di lockdown ci hanno chiusi ulteriormente nelle nostre “stanze”, abbandonandoci un poco a noi stessi e disperdendo quei valori “relazionali” fondamentali per una vita sociale viva e attiva. Una situazione che ha condizionato in modo trasversale tutte le generazioni, dai più piccoli ai più grandi.
È per questo che avete scelto di iniziare parlando di nonni e nipoti?
Sarà uno sguardo speciale su due generazioni che da sempre vivono “l’una per l’altra”. Il titolo della serata non lascia dubbi: Nonni e nipoti; li pensiamo così, che si cercano, si raccontano e… si viziano! Protagonista dell’incontro sarà Ezio Aceti, psicologo e psicoterapeuta, esperto in dinamiche dell’età evolutiva e famigliare.
Anche quest’anno il Festival non può svolgersi in presenza: tutti gli incontri saranno on line, è esatto?
Purtroppo è così. È una limitazione ma anche un’opportunità: attraverso il web possiamo allargare i confini della nostra Valseriana, dove il Festival è nato e continua a vivere in un rapporto che sempre cerchiamo di alimentare con le realtà sociali, educative, religiose, politiche e culturali del territorio. La piattaforma di trasmissione che FLest ci ha messo a disposizione consente inoltre a tutti coloro che seguiranno gli incontri di inviare considerazioni e domande in tempo reale, costruendo con il relatore un dialogo costruttivo e aperto.
In che modo ci si potrà collegare?
Attraverso il nostro sito cliccando nel banner il alto a destra, oppure direttamente dal Canale YouTube di FLest dove per ogni incontro è stata già preparata una finestra apposita.
Appuntamento dunque a martedì 1 febbraio per il primo dei quattro incontri del Festival delle relazioni 2022.
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