Mons. Zani: "Non c’è pace se non c’è un’educazione alla pace". Riflessione a tutto campo sulla Settimana Mondo Unito appena conclusa



In Time For Peace. È stato il tema della Settimana Mondo Unito che in una girandola di appuntamenti ha invaso computer e smartphone di tanti giovani (e non solo!) in ogni parte del mondo. Da oggi pomeriggio sul sito della manifestazione - unitedworldproject.org - è pubblicata un'intervista che può essere letta come un bilancio ragionato di queste giornate.

Paolo Balduzzi ha infatti coinvolto Mons.Vincenzo Zani (foto) - Segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica, il “braccio” della Santa Sede che si occupa di educazione nel senso più ampio del termine - in un approfondimento sulla formazione alla pace.


Il punto centrale

"Penso proprio che qui c’è un punto centrale - spiega il Vescovo, in collegamento video dal suo ufficio in Vaticano - perché non si può costruire la pace se non si è educati alla pace e se non si educa la pace, perché la pace è un frutto maturo di tanti aspetti. Non è una reazione spontanea; tante volte per costruire la pace bisogna superare anche tante difficoltà, superare tensioni, problemi, posizioni diverse per cui se non c’è un esercizio, se non c’è una educazione alla pace, un coinvolgimento dei sentimenti, del pensiero, la pace non si costruisce oppure la si costruisce ma non ha la prospettiva sicura. Non c’è pace se non c’è un’educazione alla pace".


Forse il segreto - azzarda l'intervistatore - è proprio quello di non mollare la presa quando le cose si fanno difficili e trovare una strada per superare la difficoltà…

"Il problema è che tante volte l’idea della pace ci porta a pensare lontano, a pensare chissà a che cosa; facciamo manifestazioni per la pace, lavorare per la pace è anche un po’ una cosa gioiosa, festosa, che ci prende. Ma il banco di prova della pace è la vita quotidiana! La vita quotidiana e i rapporti con le persone che stanno accanto a noi perché lì cominciamo a sperimentare le differenze. Siamo fratelli, siamo figli, padri, siamo tutti nella stessa famiglia ma già nella famiglia c’è la differenza. Allora il primo passo è di fare della differenza una pedana di lancio una possibilità di andare oltre, di uscire da noi stessi allora lì comincia la pace".