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Caravaggio non dimentica il suo don Pierino
event Pubblicato martedì, aprile 07, 2026

"Sembra già un miracolo essere arrivate fin qui! Naturalmente ciò che vede è anche suo, don Pierino, perché ogni parete tirata su è frutto della sua generosità con Dio e verso una sua Opera”. Così scriveva Ginetta Calliari in una lettera del 1988 a don Pierino Crispiatico (Brignano 1904 – Caravaggio 1990) inviandogli alcune foto sul Centro Mariapoli in costruzione in Brasile.

“Pensando a don Pierino - sottolineano altri dei Focolari che hanno goduto della concreta e semplice amicizia del prete - viene in mente subito una parola: provvidenza!”.
Era questo il rapporto che legava don Pierino Crispiatico, amato sacerdote di Caravaggio da tutti conosciuto come il "prete in bicicletta" per la sua dedizione umile e concreta alla comunità, al Movimento dei Focolari. Lo aveva conosciuto, il Movimento, negli anni '60 a Zambla dove portava i ragazzi del suo Orfanotrofio a fare qualche giorno di vacanza. Lì aveva incontrato dei giovani che si incontravano per leggere , insieme il Vangelo e scambiarsi le esperienze: ne era rimasto colpito. Tra queste persone c'era anche Adriana Valle, focolarina,  da diversi anni in Brasile, con la quale è rimasto un legame profondo da parte della Comunità di Caravaggio anche dopo la morte del sacerdote.

Questo legame è uno dei motivi - uniti a tanti altri, come la nascita e crescita di un Orfanotrofio Maschile negli anni dopo la guerra, la formazione delle giovani di Azione Cattolica e Scout, l’impegno a livello cooperativo per l’aiuto ai contadini, l’attenzione al mondo della disabilità e l’elenco potrebbe continuare -  che ha spinto la Comunità Locale del Movimento dei Focolari di Caravaggio, insieme alla "Fondazione don Pidrì e don Pierino" e ben 17 associazioni e movimenti locali, ha ideare un programma per ricordare la figura di don Pierino, le sue opere, ciò che è continuato dopo la sua scomparsa e comprendere come attualizzare i suoi insegnamenti.

Il primo dei tre i momenti del programma è stata una mostra sulla figura di don Pierino e le sue opere svoltasi dal 14 al 22 marzo scorso nella Chiesa di Santa Elisabetta a Caravaggio.

Hanno partecipato  all’inaugurazione oltre 100 persone alla presenza del Parroco, mons Giansante Fusar Imperatore, del Sindaco di Caravaggio Claudio Bolandrini e del Presidente della BCC Caravaggio Cremasco Giorgio Merigo sponsor insieme ad un’azienda locale, la TAV, dell’iniziativa. La mostra, visitata da circa 600 persone più 100 ragazzi delle scuole di Caravaggio, ha messo in luce le tappe fondamentali della vita di don Pierino, dalle sue origini contadine, alla sua vocazione sacerdotale, alle opere realizzate e a quelle a cui ha contribuito, tra le quali spicca l’Orfanotrofio Maschile guidato per decenni con sapienza e concretezza.

Il secondo momento del programma sarà un convegno dal titolo: “Dove siamo finiti? Le sfide per ‘abitare’ insieme (giovani ed adulti) in un tempo complicato” che si svolgerà il 15 maggio prossimo alle 20.45 presso il moderno teatro dell’Oratorio di Caravaggio e avrà come relatrice Elena Granata, Docente di Urbanistica al Politecnico di Milano e vice Presidente della Scuola di Economia Civile.

Infine il 14 Giugno, si terrà il tradizionale appuntamento con la “Biciclettata di don Pierino”. Un percorso di 8 chilometri che si snoderà per le vie di Caravaggio per concludersi all’Oratorio San Luigi con la celebrazione della messa ed una festa per tutti.

Se si vuole sottolineare un fattore chiave che sta alla base di questi eventi è la collaborazione fattiva di tanti gruppi, associazioni e movimenti, un vero e proprio momento di comunità. Obiettivo che sarebbe tanto piaciuto a don Pierino, non un eroe, ma un prete semplice, concreto, un uomo di Dio dedito ai fratelli, in particolare i più bisognosi.

Ezio Zibetti





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