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Cristina Pietta (MEC): Il Vangelo è la lettera che il Signore mi ha scritto
event Pubblicato sabato, marzo 28, 2026


Quasi duecento persone che si riconoscono nell’esperienza di differenti Movimenti ecclesiali presenti nella Diocesi di Brescia - Focolari, Rinnovamento nello Spirito, Comunione e Liberazione, Acli, Movimento Ecclesiale Carmelitano, Azione Cattolica - hanno vissuto domenica 22 marzo una giornata all’insegna della conoscenza, della condivisione e dell’ascolto reciproco.
Dopo un intenso momento di preghiera comune, la giornata è stata caratterizzata da numerose testimonianze sviluppate a partire da una domanda: Come l’incontro con Gesù ha cambiato la tua vita? Contributi importanti che pubblichiamo in questo spazio speciale dedicato all’iniziativa.


Centro Mariapoli “Luce” | Frontignano di Barbariga (Bs), 22 marzo 2026
Cristina Pietta - Movimento Ecclesiale Carmelitano

Il Vangelo è la lettera che il Signore mi ha scritto per incontrarmi



Sono Cristina, moglie di Giorgio e mamma di tre belle persone. Sono nata in una famiglia cattolica praticante ed ho potuto godere di una serena quanto un po’ inconsapevole religiosità fin da bambina. Ma il Signore l’ho incontrato, davvero, nell’esperienza cristiana della comunità del Movimento Ecclesiale Carmelitano che ho frequentato dai 15 anni in poi. Il cuore del MEC è da sempre la chiesa di San Pietro in Castello dei padri carmelitani di Brescia: è un po’ la nostra casa e sebbene tanti volti siano cambiati, tantissimi altri sono ancora in cammino con noi.
Non un tuono, non un fuoco che divampa, ma un vento sottile è stato il Signore nel venirmi incontro, un’aria buona che mi ha aperto i polmoni e mi ha insegnato a respirare in profondità.

E la vita è cambiata perché cambia il modo di usare il tempo (e scopro che lo si può offrire), perché cambia il modo di guardare le persone (e scopro che chi ho di fronte è un mistero pieno di domanda, come sono io), perché le scelte della vita diventano pazientemente e laboriosamente i mattoni della costruzione della mia storia.

Scopro che mi è dato in dono mio marito, e poi mi son dati in dono i nostri tre figli, con tutta la loro bellezza e complessità... ma mi son dati in dono anche degli amici di cui prendermi cura e con cui crescere nella fede e nella carità, nella costruzione delle nostre famiglie, sostenendoci nelle fatiche e godendo di belle esperienze insieme. E, col tempo, mi son dati di nuovo in dono anche i miei genitori anziani e malati, anch’essi incamminati nella scuola di fede carmelitana che li ha accompagnati per tanti anni.
Padre Antonio Sicari, guida teologica e spirituale del Movimento Ecclesiale Carmelitano, ci ha insegnato a cercare il nostro posto nel Vangelo, a trovare quel modo specialissimo e unico con cui il Signore ci incontra, perché così come ha incontrato tanti volti per le strade della Terra Santa, così vuole incontrare noi oggi.

Il Vangelo è la lettera che il Signore mi ha scritto per incontrarmi, per spiegarmi come siamo fatti e come essere felici. E se non può più camminarmi accanto mi regala persone che possono farlo, se non può più parlarmi con la sua voce mi dà la sua Parola nella Messa, e se non può cenare con me per darmi vita mi offre l’Eucarestia.

Il cambiamento che vedo nella mia vita è questo: Cristo ha riempito la mia gioia di gratitudine e la mia sofferenza della Sua presenza. Gioire dei doni della mia vita, che non sono esperienze fortuite ma segni dell’amore che Dio ha per me, mi ha insegnato a ringraziare e a voler compartecipare almeno un po’, così come sono capace, questa ricchezza a chi ho intorno. 
Vivere la sofferenza con la certezza della Sua presenza non toglie il dolore ma aiuta ad attraversarlo. Negli ultimi mesi di malattia della mia mamma, nelle lunghe ore di veglia in ospedale, Maria ha vegliato sul misterioso dialogo tra mia mamma e il suo Signore e ha fatto compagnia a me, disorientata e stanca, custodendoci entrambe nel suo materno abbraccio.

Cristina Pietta Movimento Ecclesiale Carmelitano


Il testo di Cristina, che quel giorno non era essere al Centro Mariapoli "Luce" per un problema di salute, è stato letto nell'incontro di domenica scorsa da Renato Turrini.

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