La donna nei testi sacri Islamici, Sikh e Cristiani. Un approfondimento in occasione del rinnovo del Patto di fraternità interreligiosa



Si e svolto a Pontevico, comune di confine tra le province di Brescia e Cremona, l'annuale incontro per il rinnovo del "Patto bresciano di fraternità interreligiosa". La comunità musulmana senegalese di Pontevico, storicamente una delle più numerose e integrate del territorio provinciale, ha accolto i rappresentanti dei diversi gruppi religiosi, enti e associazioni (per il Movimento dei Focolari - che fin dalla nascita sostiene e promuove l'iniziativa - c'erano Giorgio e Rosanna Zubani, Silvana Platto, Davide Gigola, Angelo Bricca e Mattia Narducci) che attraverso il "patto" si impegnano per percorsi culturali di conoscenza reciproca e nella realizzazione di momenti di fraternità.

Anche quest'ultimo incontro - al quale a nome dell'Amministrazione comunale è intervenuta l'assessore Annalisa Siragusa - è stato aperto da un momento di approfondimento dedicato al "ruolo delle donne nei testi sacri e nella vita delle comunità religiose".



Il ruolo della donna nei testi sacri
Islamici, Sikh e Cristiani

Munahil Yashir ha evidenziato la centralità del ruolo femminile nell'Islam attraverso le parole del Profeta, mentre Mame Diarra Sylla ha presentato il tema della consapevolezza femminile in una visione di complementarietà fra i generi; Sukhman Sing ha raccontato come nella cultura e nella religione Sikh la donna abbia acquisito un ruolo sempre più evidente nelle scritture e nella dottrina, fino a immaginare una condizione femminile di autodeterminazione decisionale; Elena Alberti ha efficacemente riassunto il ruolo della donna nella religione Cristiana e il cammino compiuto nella dottrina cattolica, evidenziando anche alcuni passaggi non avvenuti ma auspicabilmente raggiungibili a breve.



Il confronto con nuove culture
favorisce emancipazione e consapevolezza

Molti gli spunti di riflessione emersi nel dibattito seguito alla presentazione: c'è chi ha osservato come talvolta la cultura sovrasti la religione, specialmente su matrimonio, consenso e ruolo domestico; altri hanno sottolineato che in alcuni contesti migratori il confronto con nuove culture favorisce emancipazione e consapevolezza. Opinione condivisa è che internet e istruzione aiutano a distinguere tra religione autentica e tradizioni culturali oppressive, e che i giovani svolgono un ruolo chiave in questo processo di rilettura critica.



Cammini di pace

Al termine dell'incontro, come da tradizione, è stata messa a dimora una piccola pianta di ulivo con una speciale intenzione: "Affidiamo alle sue radici la testimonianza dell'impegno di chi crede che la religione debba sempre costruire cammini di pace, mai di divisione".