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Un concerto, tante storie. L’entusiasmo per il GEN VERDE e un violino che riporta a quella visita di Chiara Lubich che…

Alla fine erano tutti in piedi, battendo il tempo con le mani e cantando il ritornello del bis concesso dal GEN VERDE al termine del concerto che domenica scorsa ha richiamato al Centro Mariapoli “Luce” di Frontignano quasi 500 persone. Del resto non era un bis qualsiasi, ma quel “Niente ti fermerà” - un trascinante “Magnificat” in chiave contemporanea - che è la sintesi dei tanti messaggi veicolati dalle canzoni del gruppo: se siamo portatori di speranza, costruiremo un mondo d’amore.

Una performance coinvolgente quella del GEN VERDE davanti ad una sala strapiena: giovani e meno giovani, preti (anche due vescovi!), suore di diverse congregazioni, famiglie intere.

Sul palco cinque strumentiste e sei cantanti, diciassette brani, quasi due ore di musica e parole. Bello, emozionante, coraggioso, potente: sono gli aggettivi più ascoltati negli scambi di impressioni a fine serata. Una ventata di gioia e di entusiasmo.

“Ero sicura, nonostante tanti momenti di preoccupazione, che sarebbe stato un successo” dice Giuliana Zubani Bertagna, che ha raccolto la proposta per una tappa bresciana del GEN VERDE ACOUSTIC. È stato un successo di pubblico, oltre le previsioni; una festa di musica con artiste di assoluta qualità.

Tra il pubblico c'era anche Vanda Mainardi, impegnata nel mondo della scuola, con un'amicizia speciale per il GEN VERDE.

Ecco il breve vocale che ci ha mandato dopo il concerto.

Toccante il ricordo che il GEN VERDE ha voluto tributare alla memoria Giovanni Bertagna, imprenditore bresciano che ha vissuto a Loppiano per molti anni.

Da violinista a liutaio, con un dono per Chiara

Pino Arrè era un violinista nell’Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari. Nel 1995 decise trasferirsi a Cremona per apprendere l’arte della liuteria. Nel 2004 decise di regalare a Chiara Lubich uno degli strumenti che stava completando: un violino.

Ventuno anni dopo

Dal 2004 facciamo un salto a metà dello scorso mese di febbraio. Romano Tiraboschi, tornando a trovare il gruppo a Loppiano, portò in dono una bottiglia di liquore a forma di violino. Annalisa spiegò: “Anche lo strumento che suono io viene da Cremona. Venne affidato al GEN VERDE da Chiara”.

Un po’ di bello in questo pazzo mondo

Annalisa e Pino si sono incontrati poco prima del concerto. Lui ha suonato nuovamente lo strumento dicendole che era molto contento che lei e il suo violino concorressero a portare un po’ di bello in questo pazzo mondo.

g.c.

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