Intervista al presidente della Cooperativa Luce: "Il blocco delle attività pesa sul presente del Centro Mariapoli di Frontignano. Ma non ci arrendiamo alle difficoltà"


Pasquetta a Frontignano. La tradizione si rinnova, in forma ovviamente del tutto nuova (info e particolari nell'immagine al fondo del testo). L’appuntamento è però l’occasione per affrontare con Attilio Gandelli, presidente della Cooperativa costituitasi per la gestione e la promozione del Centro Mariapoli "Luce", il tema della sostenibilità della sfida che è stata raccolta per dare futuro alla struttura. Il Coronavirus ha infatti bloccato incontri e iniziative di qualsiasi natura, ha fatto saltare programmi e prenotazioni.



Qual è la situazione?

Siamo fermi, come del resto lo sono tutte le strutture come la nostra e come tutti i Centri Mariapoli presenti in Italia. Tutto ciò che era in calendario è stato disdetto o annullato; nella migliore delle ipotesi è stato rimandato a data da destinarsi. La Cooperativa ha un dipendente a tempo pieno ed uno part time: entrambi stanno utilizzando in questo periodo le giornate di ferie che hanno maturato in attesa che venga autorizzata la cassa integrazione, una delle misure di sostegno previste dal Governo, alla quale abbiamo chiesto di poter accedere anche noi.

Tutte le previsioni sulla ripartenza delle attività sono molto caute sui tempi e sulle modalità. Qual è l’orientamento del Consiglio di amministrazione della Cooperativa?

Ci siamo incontrati ai primi di marzo per analizzare il bilancio. I dati economici presentano una grave sofferenza: le spese correnti hanno quasi interamente assorbito il capitale sociale e non sono stati ancora raggiunti gli obiettivi dell’autonomia economica attraverso un uso più continuativo e diffuso degli ambienti, puntando non solo all’attività del Movimento dei Focolari ma anche a quella delle parrocchie, dell’associazionismo, del mondo culturale e dei flussi dell’ecoturismo che ha mostrato di apprezzare le specificità del territorio rurale e dei suoi prodotti.

Difficoltà di qualsiasi start-up, verrebbe da dire; purtroppo le ripercussioni dell’emergenza sanitaria rischiano di ingigantire il problema.

Il futuro è incerto. Non si sa ancora quando potranno essere riperse le attività e quanta influenza avranno sull’uso di strutture come quella del Centro Mariapoli le ristrettezze collegate alla pandemia.

Quindi?

Lavoriamo e lavoreremo con ancora più intensità e determinazione nella programmazione e promozione del Centro. Partendo dagli stimoli e dalle prospettive offerte da persone competenti c’è già un gruppo di lavoro che sta elaborando proposte e idee.

Nessun passo indietro, dunque!

Nessuno. Non intendiamo arrenderci alle difficoltà acuite dal Covid-19. Siamo assolutamente convinti che è possibile recuperare idee, progetti e risorse, anche economiche, che rilancino il progetto del Centro Mariapoli “Luce”.

Qual è il messaggio che volete lanciare?

Abbiamo bisogno che il progetto sia sostenuto innanzitutto dalla preghiera. In secondo luogo abbiamo bisogno di una rete diffusa di promotori: il Centro è ancora poco conosciuto all’esterno del mondo dei Focolari: ognuno può estendere la notizia della sua esistenza, proponendone l’uso alle realtà sociali o religiose di cui fa parte. Non da ultimo abbiamo bisogno di sostegno economico.

E in che modo può arrivare alla Cooperativa questo sostegno concreto?

Sotto forma di donazioni straordinarie. Il codice IBAN del Centro Mariapoli “Luce” è questo:
IT52 T050 1811 2000 0001 6716 383
C'è poi sempre la possibilità di sottoscrivere nuove quote associative. E fin d'ora, ad ognuno, arrivi il grazie di tutto il Consiglio di amministrazione della Cooperativa.