Il calcio che educa alla scoperta di culture diverse e alla fraternità
Al di là dei verdetti sportivi, anche l’edizione 2026 del Mundialito Bresciano, il torneo di calcio per squadre composte da giovani fino a 14 anni promosso dal Patto bresciano di fraternità interreligiosa, si è confermato un’occasione di incontro, confronto e relazione alla scoperta di culture diverse che possono coesistere in armonia attraverso la condivisione di esperienze.
"È il calcio che ci piace, con i suoi risvolti educativi e sociali, che ci regala prospettive più luccicanti dei semplici trofei”.
Lo ha scritto il cronista di calciobresciano.it al termine della competizione che
si è giocata sul campo sportivo dell’Oratorio di Casazza, che ha visto
confrontarsi le squadre del Marocco, Africa, India, Internazionale, Albania e
Italia.
Ad aggiudicarsi il trofeo è stata la giovanissima formazione
del Marocco, “proveniente da Vobarno e dintorni – si legge ancora in
calciobresciano.it – che dopo aver conquistato il primo posto nell’equilibrato
girone della prima fase travolge l’Africa in finale e si aggiudica con merito
il titolo.
Una squadra forte, capace di unire agonismo e qualità, compattezza e
dinamismo.
Ciliegina sulla torta la presenza in squadra di una ragazza: Sofia
Enniya, che ha sfiorato il gol nei minuti conclusivi della finalissima”.
Convivenza e integrazione non sono solo parole
Nata dall’intraprendenza e dall’inventiva di Giorgio Zubani, esponente del Patto
bresciano di fraternità interreligiosa al quale aderisce fin dalla sua costituzione
anche il Movimento dei Focolari, la manifestazione promuove il dialogo
interculturale, l’amicizia e l’integrazione tra bambini di diverse confessioni
religiose ed etnie presenti in città e in provincia .
L’idea è nata prendendo spunto dallo storico Mundialito
organizzato a Milano negli anni ’80 dall’Associazione Arcobaleno come strumento
di fratellanza con le comunità straniere.
La prima edizione bresciana si era
tenuta a maggio dello scorso anno con la partecipazione di 80 ragazzi, sempre
sul campo dell’Oratorio di Casazza.
Una festa che continua e che vede ogni anno arricchirsi di nuove famiglie per una convivenza sempre più autentica a arricchente per tutti.
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