Passi di Pace a Romano di Lombardia. Una città, fedi diverse e fraternità vissuta in una serata caratterizzata da riflessioni, testimonianze e musica
16 anni fa nella nostra comunità di Romano di Lombardia ha preso vita il gruppo del Dialogo e Intercultura che nel tempo si è concretizzato anche una commissione della Consulta delle Associazioni.
Con questo gruppo condividiamo tre momenti importanti durante l'anno: la festa dei Popoli nel mese di giugno, la mostra sulla Pace a dicembre e il ricordo dell'anniversario del trattato sulla Fratellanza umana di Abu-Dhabi a febbraio. In particolare da circa quattro anni celebriamo l’anniversario del patto della Fratellanza Umana portando esperienze di Pace e di Fraternità e coinvolgendo le associazioni locali, quelle straniere e le scuole del territorio.
Quest'anno abbiamo coinvolto il corso Grafici professionale ENAIP che ha realizzato per noi un grande dado della Pace, un centinaio di piccoli dadi e un centinaio di segnalibri con frasi di Pace da loro pensati, dopo averne discusso in classe con i loro professori.
La serata del 13 febbraio a palazzo Muratori
Nella serata organizzata nell’ambito della rassegna di Pace promossa da Fileo (coordinamento diocesano delle realtà interreligiose) hanno portato la loro testimonianza gli amici del Centro di Accoglienza per Stranieri, I Sikh, i Mussulmani del Marocco e alcune associazioni locali come i Lions e una associazione di comuni che lavorano per il sostegno allo sport alle associazioni dell’Ucraina. Nella serata sono stati infatti raccolti palloni di calcio, basket e pallavolo.
Gli amici di Hare-Krishna sono venuti da Bologna per fare uno work-shop musicale insieme al nostro gruppo multienico Rainbow-jam. Parole di Dialogo, musiche di Fraternità per tutta la serata e un po' anche di convivialità di cibi. L'assessore che era venuto per portare i saluti della amministrazione si è fermato fino alla fine e ci ha scritto: “Complimenti e grazie per la bellissima serata ricca di messaggi importanti…”
Una celebrazione di fraternità
In questa celebrazione di relazioni sempre più strette si è respirato un profumo di Fraternità: il dolore e le fatiche dei giovani stranieri immigrati, la sofferenza delle popolazioni ucraine, il sogno di integrazioni dei popoli mussulmani e indiani sono diventati i nostri sogni, le nostre fatiche, i nostri dolori.
La musica Are-Krisha ci ha regalato un incontro di forte spiritualità che chiede la profonda unione con l’intera umanità, le canzoni della Rainbow-Jam ci hanno ricordato che l’umanità è alla ricerca dell’armonia. I due gruppi hanno suonato insieme testimoniando che ci sono sinfonie relazionali che possono armonizzarci nella diversità se ci mettiamo il cuore, la passione e il desiderio di essere “fratelli tutti”.
Ognuno è tornato alle proprie case con il dado della Pace e il desiderio di provare a viverla quotidianamente, con un segnalibro da usare nelle pagine care alla vita e con la percezione che questo mondo unito lo stiamo costruendo insieme in un incontro profondo giorno per giorno.
Silvio Marchetti
