Due convegni, uno a Brescia e l’altro a Roma, hanno (ri)acceso i riflettori su due straordinarie intuizioni di Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari: l’Economia di comunione e la rifondazione della politica attraverso il riconoscimento della diversità delle ragioni che la interpretano.
Cominciamo da Economia di Comunione. Ad organizzare il convegno sono stati la Diocesi di Brescia, Università Cattolica, Università degli Studi e dal Comune di Brescia, inserendolo nel programma culturale che ha accompagnato la festa patronale dei Santi Faustino e Giovita.
Fin dal titolo - “Dalla cultura dell’avere alla cultura del dare: un modello economico possibile” - l’iniziativa dichiarava la sua ambizione: rilanciare il dibattito sull’apprende ossimoro tra la dimensione del mercato (e dunque della competizione e dei bilanci) e la dimensione delle relazioni, della fraternità.
L’intuizione di Chiara – ha affermato l’economista Gianpietro Parolin, docente di Strategie aziendali all’Istituto Universitario Sophia di Firenze - non scaturì dalla semplice constatazione del divario economico tra poveri e ricchi, ma dal riconoscimento della gravità della ferita relazionale generata da un sistema incapace di equità.
Economia di comunione non demonizza gli utili d’impresa, tutt’altro! Ne suggerisce una diversa ripartizione, accompagnata da una rinnovata cultura aziendale, incentrata sulla trasparenza gestionale e sulla partecipazione dei lavoratori alle scelte strategiche della proprietà: “una via che non nega il mercato ma lo umanizza, purché la comunione è un principio organizzativo. Significa mettere al centro la qualità delle relazioni e la dignità di ogni persona coinvolta nel processo produttivo”.
“A oltre trent’anni dalla sua nascita - ha scritto il settimanale diocesano La Voce del Popolo riferendo del convegno - l’Economia di Comunione continua a interrogare imprenditori e studiosi. Non si propone come modello ideologico, ma come laboratorio aperto, capace di dialogare con l’economia civile e con le più recenti riflessioni sulla responsabilità sociale d’impresa”.
Fin dal titolo - “Dalla cultura dell’avere alla cultura del dare: un modello economico possibile” - l’iniziativa dichiarava la sua ambizione: rilanciare il dibattito sull’apprende ossimoro tra la dimensione del mercato (e dunque della competizione e dei bilanci) e la dimensione delle relazioni, della fraternità.
L’intuizione di Chiara – ha affermato l’economista Gianpietro Parolin, docente di Strategie aziendali all’Istituto Universitario Sophia di Firenze - non scaturì dalla semplice constatazione del divario economico tra poveri e ricchi, ma dal riconoscimento della gravità della ferita relazionale generata da un sistema incapace di equità.
Economia di comunione non demonizza gli utili d’impresa, tutt’altro! Ne suggerisce una diversa ripartizione, accompagnata da una rinnovata cultura aziendale, incentrata sulla trasparenza gestionale e sulla partecipazione dei lavoratori alle scelte strategiche della proprietà: “una via che non nega il mercato ma lo umanizza, purché la comunione è un principio organizzativo. Significa mettere al centro la qualità delle relazioni e la dignità di ogni persona coinvolta nel processo produttivo”.
“A oltre trent’anni dalla sua nascita - ha scritto il settimanale diocesano La Voce del Popolo riferendo del convegno - l’Economia di Comunione continua a interrogare imprenditori e studiosi. Non si propone come modello ideologico, ma come laboratorio aperto, capace di dialogare con l’economia civile e con le più recenti riflessioni sulla responsabilità sociale d’impresa”.
QUI la pagina de La Voce del Popolo
La diversità delle ragioni a confronto
Promosso da due realtà del Movimento dei Focolari che lavorano per l’incidenza sociale del Carisma di Chiara Lubich - Movimento politico per l’unità e Umanità Nuova - si è tenuto a Roma un convegno che ha visto la partecipazione di un centinaio di giovani leader politici provenienti da ogni parte del mondo.
Ne è scaturita una straordinaria carica generativa che sogna e agisce la politica come palestra di fraternità, che rifiuta la logica della scontro pregiudiziale.
Un convegno che non si è limitato ad affermare che un’altra politica è possibile, ma ha testimoniato il valore del confronto delle diverse ragioni che abitano lo spazio politico.
Mppu e Umanità Nuova hanno chiesto a FLest di pubblicare nel suo Canale YouTube la registrazione del convegno: lo facciamo con grande piacere.
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