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È il perdono che rimette in moto gli ingranaggi della vita. Se ne parla martedì 3 marzo al Festival delle Relazioni


Perdonare è un verbo davvero difficile e complesso da declinare nel drammatico contesto geopolitico del nostro tempo. Ma perdonare è anche una straordinaria opportunità per ribaltare, ripensare, rigenerare la prospettiva umana.


È il perdono che rimette in moto gli ingranaggi della vita, vale a dire le relazioni, l’unica forza in grado di cambiare direzione alla storia.
Se ne parlerà martedì prossimo, 3 marzo, nella Sala consiliare di Fiorano al Serio - QUI tutti i dettagli sui relatori e le informazioni logistiche - nel terzo appuntamento dell’edizione 2026 del Festival delle relazioni che ha per titolo: “Non c’è pace senza perdono”.

Come affermato da Papa Francesco nell'enciclica Fratelli Tutti, il perdono apre la via a un futuro diverso, libero dalla ciclicità dei conflitti: “quel giudizio duro che porto nel cuore contro mio fratello o mia sorella, quella ferita non curata, quel male non perdonato, quel rancore che mi farà solo male, è un pezzetto di guerra che porto dentro, è un focolaio nel cuore, da spegnere perché non divampi in un incendio”.


Ferita, perdono, pace, saranno le parole chiave della serata.

Così come riconciliazione, obiettivo dei percorsi di giustizia riparativa che chiamano in causa l’autore del reato, la vittima e la comunità civile, in un procedimento di responsabilizzazione assolutamente nuovo.

C’è bisogno di “fermarsi: per pensare, per crescere, per non dimenticare, per provare a perdonare”. Un cammino non facile e mai scontato per conquistare pace interiore e relazionale.





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