
“Ormai è diventato più comune incontrare persone di convinzioni non religiose che credenti, specialmente per noi giovani che ogni giorno ci confrontiamo con i nostri coetanei”. A parlare è Mattia Ceretti, bresciano, 20 anni il prossimo gennaio, che con Giovanni Xausa e Vittorio Bottalico, bergamaschi che di anni ne hanno rispettivamente 25 e 20, ha partecipato il mese scorso ad un incontro del “quarto dialogo” che si è tenuto al Polo Lionello Bonfanti di Incisa Val d'Arno, ai piedi della collina di Loppiano dove sorge la cittadella internazionale del Movimento dei Focolari.
Il quarto dialogo del Movimento dei Focolari è nato il 7 maggio del 1995, proprio a Loppiano, alla presenza della fondatrice dei Focolari, Chiara Lubich, e da lei affidato a quel piccolo gruppo di donne e uomini “di convinzioni diverse dalla fede religiosa - spiega Mattia - ovvero atei, agnostici, ma anche chi non sa definire il proprio credo. Ciò che accomuna però queste persone è che credono nell'uomo, e da ciò nel progetto di Chiara” di un mondo nuovo, un mondo unito”.
A braccia aperte
“Se il fine del Movimento è ‘che tutti siano uno - disse Chiara in quella occasione - senza i non credenti mancherebbe una parte essenziale ed insostituibile dell’umanità". Un’esperienza singolare ed entusiasmante che all’inizio di novembre ha tenuto il suo annuale congresso.
“Ci si è confrontati riguardo al presente e al futuro di questa specialissima strada del Movimento dei Focolari - aggiunge Mattia - e sono state sollevate importanti questioni che riguardano in maniera molto attuale non solo il quarto dialogo ma tutta l'Opera, mettendo in luce punti di forza, problemi e difficoltà”.
Un approccio laico per permettere anche ai non credenti
Un approccio laico per permettere anche ai non credenti
di riscoprire la propria fede o metterla in discussione
Mattia, Giovanni e Vittorio sono intervenuti nel dibattito del congresso offrendo riflessioni e domande. “Abbiamo messo in luce l'importanza del dialogo come mezzo principale di comunicazione verso chi non conosce il carisma di Chiara Lubich. Diventa fondamentale, a nostro avviso, avvicinarsi in maniera laica, riuscire a trasmettere l'idea che sta alla base del Movimento in modo tale che anche chi non crede possa comprenderlo, possa trovare un pensiero da fare suo. Un approccio laico che possa permettere anche a persone non credenti di riscoprire la propria fede o metterla in discussione”.
Mattia, Giovanni e Vittorio sono intervenuti nel dibattito del congresso offrendo riflessioni e domande. “Abbiamo messo in luce l'importanza del dialogo come mezzo principale di comunicazione verso chi non conosce il carisma di Chiara Lubich. Diventa fondamentale, a nostro avviso, avvicinarsi in maniera laica, riuscire a trasmettere l'idea che sta alla base del Movimento in modo tale che anche chi non crede possa comprenderlo, possa trovare un pensiero da fare suo. Un approccio laico che possa permettere anche a persone non credenti di riscoprire la propria fede o metterla in discussione”.
Bene le esperienze passate,
ma non come una via da ripetere uguale
A più riprese è stata ricordata nel dibattito del congresso la difficoltà ad entrare in relazione con i giovani.
“Occorre prendere atto - argomenta Mattia - che il contesto religioso, sociale e culturale è profondamente cambiato. Una volta i non credenti erano una minoranza, principalmente legata a ideali politici, oggi i non credenti sono la maggior parte della popolazione e questa scelta è indipendente dalla politica. La radice politica è riconosciuta da buona parte del nucleo iniziale del quarto dialogo, mentre nei giovani oggi è quasi completamente assente, più legata ad una mancanza di ideali e di certezze che questo mondo ci consegna. Proprio per questo è importante guardare soprattutto al presente e al futuro, tenendo sempre bene a mente le esperienze passate come spunto e non come una via da ripetere uguale”.
Il "quarto dialogo" ha bisogno di supporto e attenzione
“Personalmente - conclude Mattia - sono tornato dal congresso con una grande speranza e voglia di mettermi in gioco, perché ho visto in questa espressione dei Focolari un grande potenziale per dare nuova slancio al Movimento, che sempre più manca proprio di quei giovani proprio per via delle loro convinzioni e dei pensieri che associano alla religione. Il confronto con chi non ha convinzioni religiose diventerà via via più indispensabile ed è quindi importante che al quarto dialogo siano dati, da parte di tutti, il supporto e l'attenzione che merita”.
“Personalmente - conclude Mattia - sono tornato dal congresso con una grande speranza e voglia di mettermi in gioco, perché ho visto in questa espressione dei Focolari un grande potenziale per dare nuova slancio al Movimento, che sempre più manca proprio di quei giovani proprio per via delle loro convinzioni e dei pensieri che associano alla religione. Il confronto con chi non ha convinzioni religiose diventerà via via più indispensabile ed è quindi importante che al quarto dialogo siano dati, da parte di tutti, il supporto e l'attenzione che merita”.
