In questi giorni di Coronavirus al magazzino della Caritas diocesana di Brescia, che approvvigiona le Caritas parrocchiali, è un continuo andirivieni di volontari, persone che chiedono e persone che danno: piccoli e grandi segni di una comunità in sofferenza ma viva.
In tarda mattinata si presenta alla porta un uomo semplice, mai visto prima; lo accolgo con gentilezza, mentre dentro di me affiorano le solite domande: - Chi sarà? Cosa vorrà? Sarà qui a chiedere una mano per un supporto alimentare? Invece mi spiazza: mi dice che ha un bancale di insalata da donarci, se ci fa comodo. Non faccio in tempo a ringraziarlo che dopo pochi minuti è già li col suo bancale di insalata bella, fresca, color smeraldo... Lo ringrazio, gli chiedo se può lasciarmi “i suoi dati” e se posso fargli una fotografia, poterlo ringraziare anche sui nostri social e dar testimonianza della sua generosità.
È lui ora a guardarmi perplesso e mi dice: “No, lascia stare. Semmai ci penserà quello là che sta sulla Croce”. E mi indica il crocifisso appeso in ufficio. Mi volto verso Colui che mi sta indicando col dito, mi rigiro, e quell’uomo non c’è già più.
Quel giorno abbiamo distribuito a 25 Caritas della diocesi ogni ben di Dio arrivatoci in donazione: pane, salumi, formaggi, mele, biscotti, grissini, the, colombe, cioccolatini... beh, ci mancava proprio solo l’insalata! Ecco: questi sono gli angeli testimoni del Vangelo. Questa è l’eccedenza della Provvidenza che ci stupisce sempre.
Stefano
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