Tutti più forti, senza violenza. Treviglio in festa passando in rassegna un anno specialissimo


Si è concluso con una grande festa in piazza a Treviglio il progetto "Forti senza violenza" che ha visto protagonisti per molti mesi ragazzi e ragazze delle scuole superiori di Caravaggio e Treviglio, con il loro docenti e alcune persone della Comunità locale del Movimento dei Focolari. Centinaia e centinaia di ragazzi (e non solo) hanno preparato con cura e animato la giornata.


Al coperto era allestita la ricca mostra, composta da disegni, locandine, filmati, cartelloni realizzati da più di trecento ragazzi ha raccontato, con forza e incisività la loro contrarietà ad ogni tipo di violenza.

In piazza, per tutta la giornata, altri ragazzi con canti e balli sono stati capaci di creare un momento condiviso e coinvolgente per tutta la cittadinanza. Gli studenti hanno presentato e argomentato i diversi progetti affrontati da ogni scuola, seguiti da uno spezzone dello spettacolo scritto e creato dai ragazzi stessi sui temi della violenza e del bullismo; l'arte è così divenuta strumento utile ed efficace per unire ed aiutare a superare le diversità.

"Hanno dimostrato a sé stessi e a chi li stava ascoltando - ha commentato Federica che, dal bresciano, con altri giovani si era unita alla festa - quanto sia importante essere forti dentro per contrastare qualsiasi violenza e quanto sia bello stare insieme in pace, ci comunica".


CHE ESPERIENZA E' STATA PER I GIOVANI?  

Lorenzo - È stato molto bello, abbiamo parlato liberamente e ci siamo potuti confrontare. Al di là del tema un'esperienza che rifarei.

Marco - Indimenticabili i momenti di discussione in classe per farci conoscere la violenza nella storia. Tuttora ci sono molti atti di violenza che vanno proclamati, perché l'aspetto umano più vile è l'indifferenza.

Camelia - È stata un'esperienza molto bella, all'inizio non pensavo nemmeno che mi sarebbe piaciuto e non lo volevo fare. Poi ho ritrovato degli amici delle medie e ho conosciuto e costruito legami con altri ragazzi. È stato molto faticoso, ma non me ne pento.


E PER I PROF? 

"I professori - racconta Marilena Merati che con Ezio Zibetti ha accompagnato la nascita e lo sviluppo del progetto - erano concordi nel dire che era ben strutturato, completo e unico per la sua particolarità, capace di tenere coinvolti i ragazzi per una settimana intera e soprattutto renderli protagonisti. Alcuni di loro durante la festa si sono messi in gioco suonando e cantando come ragazzini. Mi sembra che il progetto abbia aiutato tutti ad essere forti dentro dimostrando che si può vivere senza violenza, insieme agli altri, anche nelle diversità".


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