L'economia civile, tra reciprocità e mercato. Un corso della Diocesi con il contributo anche del Movimento dei Focolari

Con una lezione di Vera Negri Zamagni, vicepresidente della Scuola di Economia dell'Università di Bologna, si è concluso ieri a Brescia il primo Corso di Economia civile. Ad organizzarlo è stato l’Ufficio diocesano per l’impegno sociale in collaborazione con 11 realtà associative – tra di esse il Movimento dei Focolari – ed è stato frequentato da una cinquantina di giovani. Iniziato ad ottobre 2016 il corso ha studiato i vari aspetti di un modello economico-relazionale centrato sulla reciprocità, sul bene comune e sulla persona, mettendo in dialogo chi studia e chi è protagonista del mondo del lavoro: sindacato e impresa, dirigenti pubblici e privati, le organizzazioni a movente ideale.

ESPERIENZA DA CONTINUARE
"C'è la volontà di tutti - sottolinea Davide Gigola che rappresenta il Movimento dei Focolari nel gruppo di lavoro progettuale del corso - di dare un seguito a questa esperienza, per il gradimento da parte dei numerosi partecipanti, per l'alto livello dei contributi dei relatori, ma soprattutto per l'importanza di testimoniare la possibilità di lavorare insieme, associazioni anche molto diverse tra di loro ma unite nell'affrontare questi temi".

IMPRENDITORIA CIVILE E VALORIZZAZIONE DELLE PERSONE
I moduli del corso hanno preso le mosse da titoli largamente esplicativi: Economia civile, una via di innovazione del mercato; Le caratteristiche dell’imprenditore civile; Management civile di impresa; Impresa e territorio, quando la responsabilità sociale di impresa agisce per un mercato civile; Il benessere lavorativo nelle organizzazioni: L’arte della valorizzazione delle persone nelle organizzazioni civili.

LA CENTRALITÀ DEL LAVORO 
"Il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo e solidale" è stato il tema affidato a Vera Negri Zamagni a chiusura e a sintesi del corso. La docente ha proposto un'analisi sull'evoluzione storica del concetto di lavoro e della sua applicazione, fino all'attuale quarta rivoluzione industriale con una società che vorrebbe sostituire alla centralità del lavoro quella del consumo. Una prospettiva alla quale l'economia civile offre una risposta attraverso la partecipazione e la valorizzazione della persona.