Nati con il Vangelo in mano. Il ricordo di Chiara Lubich a 16 anni dalla sua nascita al Cielo


Nei giorni scorsi le Comunità locali del Movimento dei Focolari nelle province di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova hanno ricordato il sedicesimo anniversario della nascita al Cielo di Chiara Lubich avvenuta il 14 marzo del 2008.

A Brescia il vicario generale della Diocesi mons. Gaetano Fontana ha presieduto una celebrazione eucaristica nella Chiesa del Centro Pastorale Paolo VI.
A Cremona la Comunità si è ritrovata per la messa nella Cappella Oratorio Sant'Antonio Maria Zaccaria.
A Bergamo, nella chiesa parrocchiale di San Giuseppe al Villaggio degli Sposi, a presiedere la celebrazione è stato il vicario generale mons. Davide Pelucchi.
A Mantova, invece,  la Comunità locale  ha fatto memoria della fondatrice dei Focolari alla presenza del Vescovo mons. Marco Busca.




La Parola chiede solo di essere ascoltata,
il resto lo fa lei



"Siamo nati con il vangelo in mano". Queste parole di Chiara pronunciate dalla voce squillante del vescovo nell’aula magna del centro pastorale di Mantova il 14 marzo scorso, rimbalzano con forza su tutti noi, che ci siamo riuniti a commemorare, alla presenza del vescovo Marco Busca, l’anniversario della partenza per il Cielo di Chiara Lubich.

"Noi siamo un popolo nato dal vangelo". Sì, me lo ricordo quando tu (Chiara) ce lo dicevi, e ti rivedo con quel tuo sorriso invitarci a prenderne atto, a non dimenticarlo mai, a tornare sempre alle origini.


Il vescovo quest’anno ci ha proposto di celebrare l’avvenimento, così caro a noi tutti, con un incontro sulla Parola di vita proprio come Chiara ce l'ha insegnato. La serata è stata un delicato susseguirsi di riflessioni, di intermezzi musicali, di esperienze vissute che dolcemente han fatto volare l’anima di tutti. 

Mi sono sentita Chiesa, Corpo Mistico che, se pur pieno di polvere, ha gli occhi fissi alla luce di quel Sole a mezzodì che è Dio-Amore.

Don Marco (come ama farsi chiamare) nel suo intervento finale ci ha raccontato: "Io avevo un professore alle medie che apparteneva al Movimento, che mi ha invitato ad andare a un incontro. Lì ho scoperto la Parola di Vita e un modo nuovo di leggerla. A differenza del mio catechismo oppure delle prediche, ho colto che la Parola diventava un racconto, si incarnava in fatti concreti, in aneddoti, in esperienze. La Parola era viva. Poi, leggendo di Chiara, mi ha colpito molto come lei avesse parlato una volta della sua democratizzazione :
La Parola è del popolo, non è di qualche classe di esperti esegeti o dei religiosi o dei preti. É stata molto forte per me questa intuizione di Chiara: la Parola è Parola di Vita, è Parola per la vita, è Parola Viva".


Nel salutarci il vescovo ha aggiunto: "Vorrei stimolarvi a capire come nelle nostre comunità, in maniera molto popolare, si possa creare un ascolto del vangelo nelle case, magari tra le giovani famiglie in cui nasce un bambino, o magari dove c’è un lutto, ovunque ci siano delle prove forti della vita e lì far vedere che alla fine la Parola chiede solo di essere ascoltata: il resto lo fa lei".

A conclusione di questo paterno ed affettuoso saluto, ho sentito la voce dell'anima sussurrarmi chiara e decisa: Chi ascolta voi ascolta Me. E son tornata a casa determinata: Sì, lo farò!

Luisa Pini